
Ambiental-mente, progetto ideato da SPAD in collaborazione con il Laboratorio di Educazione Ambientale Comunità Montana Valpellice inserito e finanziato dal progetto INFEA dalla Regione Piemonte è un progetto di sensibilizzazione ambientale che si è rinnovato per 2 bienni dal 2007 al 2010.
Il progetto è stato strutturato in 4 incontri ogni anno con una classe di scuola media superiore, ogni anno differente. La sinergia tra l’associazione Culturale SPAD, i maestri delle scuole, la Comunità Montana Valpellice e il collettivo artistico Artetra aveva come scopo quello di educare ad un uso critico dei rifiuti. L’anima del progetto consisteva nella convinzione che i rifiuti non sono semplice materiale di scarto ma sono un’importante risorsa se riutilizzati e reinseriti nel ciclo produttivo. Tale convinzione si è tradotta nell’obiettivo del progetto stesso attraverso due modalità: la prima più classica è stata una serie di lezioni frontali con esperti di materie di eco-sviluppo e il portare i ragazzi nei luoghi in cui avviene il riciclaggio (polo ecologico ACEA di Pinerolo). Una seconda azione inoltre è stata quella di coinvolgere i ragazzi in prima persona nel recuperare veri e propri rifiuti invitandoli a trasformarli in oggetti ancora utili per realizzare un’opera d’arte: un personale “autoritratto” che sfata il luogo comune che i rifiuti sono solo materia morta da gettare in discarica.
Il nostro ruolo è stato quello di ideare il progetto inserito in un contesto più ampio di politiche locali e, sin dalla sua prima edizione, abbiamo curato ogni aspetto organizzativo, tecnico e logistico dell’evento. Abbiamo contattato gli educatori, sottoposto il progetto al consiglio docenti e coordinato le uscite scolastiche nei vari siti di interesse.
Ambiental-mente nasce dalla convinzione dell’Associazione Culturale SPAD che le tematiche ambientali siano uno dei soggetti culturali di maggiore importanza per le generazioni future: essere persone critiche e consapevoli di tali tematiche significa essere pronti alle sfide che si presentano per il futuro. Il metodo che è stato scelto andava nella direzione di rompere lo schema classico degli incontri esclusivamente di carattere frontale tra un esperto e i ragazzi, ma intendeva mettere i ragazzi al centro dell’azione e renderli protagonisti. Si è scelto dopo un’introduzione alla tematica di fare in modo che i ragazzi si trovassero prima di fronte al problema reale con la visita al polo ecologico di riciclaggio e poi che si “sporcassero le mani” con gli stessi rifiuti. I ragazzi hanno anche avuto la soddisfazione di avere alla fine del lavoro oltre che una coscienza maggiore del problema un opera d’arte che li raccontasse e con cui potersi raccontare. Questo ha fatto sì che la riflessione critica riguardo al riciclo li toccasse in prima persona, li mettesse alla prova e allo stesso tempo aumentasse la partecipazione attiva alle discussioni. I ragazzi sono stati anche motivati dal fatto che i loro lavori, come delle vere e proprie opere artistiche, sono state esposte in una mostra temporanea alla Galleria Scroppo di Torre Pellice a fianco di opere affermate e aperta al pubblico. Lo stesso allestimento della mostra ha visto la partecipazione dei ragazzi. Affiancare lezioni frontali a uscite scolastiche e laboratori è stato uno dei punti di forza di questo progetto.